Per lui
cittadinanza onoraria. Ma per l'"Order Sons of Italy",
con i suoi film ha danneggiato la reputazione di
italiani e italo-americani. Intanto in Molise si
festeggia.
Il 4 settembre Robert De Niro riceverà
la cittadinanza italiana in occasione della Mostra del
cinema di Venezia, dove sarà ospite, fresco della nomina
a migliore anti-eore del grande schermo. I lettori della
rivista britannica "Total film", interpellati in un
sondaggio sul tema, hanno infatti decretato vincitore il
personaggio di Travis Bickle, il tassista newyorkese
paranoico interpretato da De Niro in "Taxi driver".
A nulla sono valse le proteste dell'Osia, la "Order
Sons of Italy in America". Joseph Sciame presidente
dell'organizzazione che rappresenta 26milioni di
americani di discendenza italiana (in tutto 600mila soci
e sostenitori), ha scritto una lettera a Berlusconi
chiedendo alla Repubblica italiana di annullare
l'iniziativa.
Non solo secondo l'Osia De Niro non ha fatto nulla
per promuovere la cultura italiana, ma «è responsabile,
come anche i suoi film, di avere danneggiato in modo
significativo la reputazione degli italiani e degli
italo-americani», interpretando per lo più gangster e
malavitosi di origine italiana.
Se dal governo si è deciso di non rispondere alle
proteste, a Ferrazzano (Campobasso), 3mila abitanti,
paese di origine di Giovanni Di Niro e Angelina
Mercurio, bisnonni dell'attore, ci si prepara a
festeggiare. «Ora aspettiamo la visita dell'attore qui
in paese - ha detto il sindaco Giovanni Gianfelice -;
non vedo per quale motivo non si poteva attribuire
questa cittadinanza italiana. Quella sollevata
dall'associazione italo-americana è stata una polemica
ingiustificata che comunque si è spenta subito». Qualche
anno fa l'attore inviò un video alla comunità di
Ferrazzano: seduto davanti al caminetto di casa, parlava
delle origini molisane dei suoi antenati e salutava i
suoi "compaesani" con una promessa, «Un giorno verrò a
salutarvi di persona».
Dal canto suo, anche il Fronte
Nazionale Siciliano è intervenuto nella querelle con
una nota: «Non è certo colpa di De Niro o del cinema o,
ad esempio, di registi come Scorsese e Coppola se
esiste, perché esiste e va combattuta, la Mafia.
Accusare un attore di avere "danneggiato
significativamente la reputazione degli italiani e degli
italo-americani" è cosa grave e forse sciocca» ha
dichiarato il fronte. «Qualunque sia il risultato della
sortita di questa lobby, invitiamo, comunque, il sindaco
di Palermo e con esso il Governo regionale, a invitare a
Palermo Robert De Niro per conferirgli, per meriti
culturali ed artistici, la cittadinanza della capitale
siciliana e il gradimento della Sicilia».
In realtà però, Robert De Niro una cittadinanza
italiana onoraria l'ha già, dal 1982. Quella del comune
di Giffoni Valle Piana (Salerno), patria del cinema per
ragazzi. E così, per chiudere il cerchio, anche Claudio
Gubitosi, direttore artistico del "Giffoni
Film Festival", definisce ridicola la querelle:
«Avremmo tutto da guadagnare, noi italiani, a essere
concittadini di un uomo del genere, di un artista della
recitazione assoluto, nome già iscritto nell'Olimpo dei
grandi. La maestria nel recitare un personaggio non fa
dell'attore uno spot pubblicitario per il contesto
sociale e culturale che va a rappresentare. Non si può
confondere l'uomo col personaggio che interpreta», ha
sottolineato il patron, «così come Eastwood non è un
pistolero che va in giro a sparare nel selvaggio West,
né il nostro Zingaretti è un commissario delle forze
dell'ordine».
Fonte: iol
Postato il Saturday,
21 August @ W. Europe Daylight Time di GrouchoMarxist