Cittadinanza italiana a Robert De Niro. Ancora contestazioni da organizzazioni di italiani d’America
NEW YORK – Continuano le contestazioni da parte di associazioni di italo americani per la decisione del Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani di conferire, il 18 ottobre in una cerimonia a Roma, la cittadinanza italiana onoraria ad uno dei maggiori attori e registi americani. La "colpa"di Robert De Niro, che ha origini italiane (bisnonni di Ferrazzano, provincia di Campobasso), è quella di avere spesso interpretato ruoli di mafiosi o malavitosi italiani. In luglio la lettera dell’Osia (Order Sons of Italy in America) al Presidente del Consiglio Berlusconi (v. Inform n. 174 del 6 settembre 2004), in questi giorni quella del Ctim Bruno Zoratto di New York (v. Inform n. 186 del 21 settembre) al Presidente della Repubblica Ciampi.
E un’altra missiva è stata indirizzata "ai rappresentanti della Repubblica italiana", da un nutrito gruppo di organizzazioni di italo americani, tra le quali ancora l’Osia: Italic Institute of America, National Italian American Foundation, UNICO, Columbus Citizens Foundation, National Organization of Italian American Women, Joint Civic Committee of Italian Americans Chicago, Columbia Lawyers Association. Come le missive precedenti anche questa punta a bloccare la decisione del Ministro Urbani. Le associazioni chiedono che al grande attore non solo che non venga concessa la cittadinanza italiana onoraria ma anche che "non ottenga l’esenzione dai normali requisiti necessari per ottenere la cittadinanza o la doppia cittadinanza". Le organizzazioni firmatarie invitano "i responsabili della Repubblica italiana a mostrare solidarietà agli italo-americani e a bloccare questa farsa, nel nome dei nostri figli e dell’immagine dell’Italia".
Per le associazioni "la concessione di un tale onore sarebbe contraria agli interessi della comunità italo-americana e sarebbe utilizzata da De Niro per dar valore alla propria partecipazione al nuovo film d’animazione anti-italico: Shark Tale". Le associazioni firmatarie della lettera considerano il cartone animato "diffamatorio nei confronti della nostra comunità" in quanto parla di una ‘mafia subacquea’, formata da squali e piovre che hanno gestualità, nomi e accento tipicamente italiani. Un cartone "assolutamente inadatto ai bambini" visto che "descrive a chiare lettere degli animali marini comunemente ritenuti "cattivi" (squali e piovre) come "italiani". Inoltre la trama contiene anche un conflitto tra un pesce "buono" afro-americano ed i "cattivi" italiani. Il Sig. De Niro presta la propria voce al personaggio di Don Lino, capo di una famiglia mafiosa". In poche parole, per le associazioni "questo film è la versione per bambini di Good Fellas e dei Sopranos". I firmatari insistono sui danni arrecati all’immagine degli italiani d’America dalla distribuzione e proiezione della pellicola della DreamWorks (che ha intenzione di mettere sul mercato anche giocattoli ispirati ai personaggi del film). "E se non bastasse – aggiungono - questa propaganda anti-italica continuerà a propagarsi per generazioni grazie ai Dvd ed alle cassette video".
Le organizzazioni firmatarie della lettera-appello stanno "lottando da otto mesi per ottenere da DreamWorks, Robert De Niro e Steven Spielberg la "de-italianizzazione" dei personaggi di Shark Tale". Finora, senza esiti. Una battaglia condotta - affermano - per "l’onore della nostra gente" anche tra la stampa e il cinema di Hollywood. (Inform)